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Salame Finocchiona: la sua storia e perché si chiama così

Salame Finocchiona: la sua storia e perché si chiama così
La storia della Finocchiona è legata ai territori toscani e alle famose arguzie dei suoi abitanti. Tutto iniziò nel Medioevo, quando si pensò di sostituire nella concia il pepe e le altre spezie costose provenienti dall’India con dei semi di finocchio. Di semi, in Toscana, ce n’erano in quantità. Inoltre il loro forte aroma serviva a mascherare qualche parte ammuffita del salume. In tal modo si vendevano anche i salami meno buoni. Ma le “furbate” non finiscono qui!


Perché si chiama Finocchiona

Nel XIX secolo, quando i ricchi andavano a comprare il vino dai contadini, spesso prima della degustazione veniva servito loro della Finocchiona. Così da anestetizzare momentaneamente le papille gustative dei compratori e far passare per accettabile un vino acidulo. Da qui il detto: “Così come i parrucchieri riescono a far piacere le donne bruttine, anche la Finocchiona può far risultare buona una bottiglia imbevibile”. Che bischeri ‘sti toscani!

Ci sono due paesi che rivendicano l’appartenenza della Finocchiona. Sono Campi Bisenzio e Greve in Chianti, entrambi in provincia di Firenze.

Per la preparazione si utilizzano i tagli di spalla, arista, rifilature del prosciutto, pancetta, in modo che magro e grasso siano in uguale quantità. E poi si annettono le spezie con pepe, aglio e semi di finocchio. L’impasto è poi insaccato in budello naturale e lasciato stagionare.


Come mangiare la finocchiona

La Finocchiona dà il meglio di sé negli antipasti e nelle merende. Gustatela con Pecorino di Pienza fresco e un pezzo di schiacciata toscana. Altrimenti si accosta bene a verdure spadellate, oppure si gusta leggermente riscaldata su fette di polenta abbrustolita

Fabio De Vecchi


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