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Intervista a Giovanna e Federica Mascheroni Stianti | Travel Italy

La storia del Castello di Volpaia ha le sue radici nel Medioevo, come attestano i primi documenti che menzionano il borgo nel 1172. Da allora, l’abitato sembra essersi preservato nel tempo e nelle tradizioni, anche grazie all’attività della famiglia Stianti-Mascheroni: da tre generazioni, i suoi componenti si prendono cura dell’ambiente di Volpaia producendovi aceto, olio e vini con metodi biologici, rispettosi della Natura e dei suoi ritmi.


Ben prima che il concetto di “biologico” diventasse una moda, le attività produttive della tenuta di Volpaia sono state modulate sulla fertile realtà del territorio, con uno studio sempre più approfondito dei vitigni e del suolo. Ad oggi la ricerca continua, in un ambiente dal microclima unico che non smette di donare i suoi aromi al Chianti Classico che vi viene prodotto.


Giovanna, Federica: una curiosità introduttiva. Come mai i vostri cognomi hanno un ordine diverso?

«Mio padre Raffaello Stianti ha fondato la tenuta, inizialmente per servirsene come riserva di caccia. I 390 ettari di Volpaia sono ricoperti di uliveti e vigneti per una parte minoritaria di circa 60 ettari, mentre il resto della superficie è boschiva. Con la sua mentalità imprenditoriale, però, mio padre doveva mettere a frutto tutti gli spazi, e così ha fatto: ha portato ogni porzione di terreno coltivato a dare il meglio di sé. Quando io e mio marito Carlo ci siamo sposati, la tenuta ci è stata donata come regalo di nozze – sono quasi convinta che Carlo mi abbia sposata proprio per la bellezza di Volpaia!», scherza Giovanna.


«Nella generazione successiva il cognome del nonno sarebbe andato perduto, così per non dimenticarlo abbiamo adottato il secondo cognome. Mia madre dunque è “Stianti-Mascheroni”, mentre io e mio fratello Nicolò siamo “Mascheroni-Stianti”», aggiunge Federica.


Torniamo a Volpaia: dove siamo di preciso, ora?

Innanzitutto ci troviamo nel cuore della zona di produzione del Chianti Classico, all’interno del comune senese di Radda. Storicamente il nome di questa località è molto importante: Radda è stato il capoluogo della Lega del Chianti, fondata alla fine del Trecento a scopo difensivo. Il simbolo del Gallo Nero nacque proprio qui, insieme alla prima definizione dei confini di queste terre, messa per iscritto dal Granduca di Toscana.


La stanza in cui ci troviamo, invece, prima di essere una cantina era una prigione. Il borgo di Volpaia era fortificato e all’interno di un castello occorreva avere anche questo.


La storia di famiglia come si lega a Volpaia? Ci vuoi raccontare qualcosa di più sulle vicissitudini più recenti di questo luogo?

Prima della nostra famiglia, a Volpaia abitavano gli omonimi Della Volpaia, produttori di orologi e sfere armillari [modelli della volta celeste, n.d.r.]: uno dei membri di questa casata fu persino amico di Leonardo da Vinci, mentre le realizzazioni di un suo discendente sono tutt’oggi conservate tra i musei locali e quelli internazionali di Londra, Chicago e altre località. Fa sempre un certo effetto pensarci, o pensare al fatto che anche il nostro vino ha raggiunto una diffusione internazionale proprio come quegli orologi.


Mio padre acquisì Volpaia e i suoi famosi poggi viniferi sul finire degli anni ’60, poco prima che si risvegliasse l’interesse generale per questi luoghi e s’invertisse la tendenza di spopolamento vissuta dalle campagne a metà del secolo. Io e Carlo abbiamo ricevuto in dono la tenuta e i suoi vigneti di Sangiovese, tra i più elevati della zona, che a loro volta ci regalano soddisfazioni incredibili come quella di aver visto il nostro Riserva del 2015 al terzo posto nella classifica dei migliori vini del 2018, secondo Wine Spectator.


Avete iniziato da subito a produrre del vino?

«Assolutamente sì! Come accennavo poco fa, la mentalità di mio padre era quella di un industriale: le uve erano pronte per la vendemmia, andavano utilizzate e rese redditizie. A differenza di una macchina, la Natura non si può spegnere.


Nella fase iniziale della produzione il vino non era eccellente, lo vendevamo all’ingrosso per poi concentrarci sulle uve. Abbiamo però iniziato sin da subito ad esportare le nostre bottiglie migliori, per farle conoscere e farle viaggiare: di questo si occupa Federica, che è la responsabile commerciale di Volpaia ed ha anche una sua tenuta in Maremma».


«Anche mio fratello gestisce una tenuta a Pantelleria, a quanto pare non possiamo scegliere una casa che non abbia anche una vigna! Il punto di partenza e di riferimento per tutti noi, però, è sempre rimasta Volpaia».


La conversazione con Giovanna e Federica continuerà nella seconda parte di quest’episodio del nostro podcast: cin cin e appuntamento alla prossima puntata!

foto_piccola by Stevie Kim
 
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