facebook pixel

Corrado Benedetti, il sapore della Lessinia e della Valpolicella

Corrado Benedetti, il sapore della Lessinia e della Valpolicella

Si narra che in tempo di guerra in queste zone vivesse un brigante. Un trafficante che portava sempre con sé uno schioppo. Un giorno l’uomo fu visto e arrestato dalle forze dell’ordine. Vistosi preso, il brigante raccontò la sua storia e il motivo dei suoi gesti che avevano come scopo di sfamare lui e la sua famiglia. Toccati nel sentimento, i gendarmi lasciarono andare il brigante che promise di porre una croce in quel luogo a simbolo dell’umanità dimostrata.
È così che nacque la Croce dello Schioppo.

Corrado Benedetti nasce e cresce qui, e la sua storia si avvalora proprio per la terra da cui proviene, per lo spirito profondo che porta con sé. Il piccolo borgo e l’incrocio che porta verso l’antico ponte di pietra naturale di Veja rimangono ancora oggi luoghi affascinanti che rappresentano una linea di confine tra la Valpolicella più alta e l’altopiano della Lessinia. Ci si arriva dopo una serie di tornanti che passano attraverso l’alta Valle di Negrar in Valpolicella Classica, tra i maestosi e antichi vigneti dell’Amarone. Luoghi di culto che portano nomi riconosciuti in tutto il mondo per la qualità dei vini che esprimono: Villa, Mazzano, Torbe. Poi la vigna inizia a lasciare il posto al bosco ceduo e più in alto agli alti faggi tipici della montagna veronese. Si narra che da questa strada un giorno sia transitato anche Dante Alighieri, in esilio in terra Scaligera. Salì su, fino al mitico Ponte di Veja, da cui prese ispirazione per la struttura della sua Divina Commedia. 

È proprio in questo contesto storico-geografico che la famiglia Benedetti ha messo le sue radici. Terra amena, lontana dai luccichii della civiltà, dove l’umanità e la reciprocità è stata da sempre il viatico per la sopravvivenza. Borghi e contrade di pietra animate dal sacrificio e dalla gioia della semplicità. Valori antichi di donne e uomini, schietti e determinati. La Croce dello Schioppo è, in un certo senso, non solo un confine tra la collina e la montagna, tra la vigna e il pascolo, tra due stili di vita differenti: la Croce dello Schioppo è anche l’emblema di un passaggio storico per la famiglia Benedetti che, dopo gli inizi come casari dal nonno Angelo fino a suo nipote Corrado, ha seguito una strada senza esitazioni verso un’identità più ampia e strutturata. In mezzo a loro, l’importante figura di Pasquina e Vittorio, genitori di Corrado, coloro che hanno consolidato le tecniche di produzione e affinamento dei formaggi

Un processo lungo e faticoso, pieno di sacrifici e soddisfazioni. Un sentiero inizialmente tortuoso che ha ritrovato la sua retta via con l’arrivo del figlio Corrado, un ragazzo promettente, in un certo senso visionario, che ha saputo tradurre l’essenza di questa terra preziosa in un progetto imprenditoriale di grande valorizzazione della sua storia e tradizione. Corrado ha ripreso le antiche ricette casearie e norcine dell’Alta Valpolicella e della Lessinia e le ha riproposte nella loro purezza e genuinità. Ma la sua carta vincente è stata la capacità di avvicinarsi alla contemporaneità cavalcandone stili e gusti senza mai perdere di vista la qualità e la sua storia. Si è circondato di uno staff giovane e intraprendente e ha veicolato l’ingrediente più importante, quello che si assapora ogni volta che si porta alla bocca una sua creazione: la passione! Nei suoi salumi, nei suoi formaggi, nelle sue confetture e preparazioni gourmet, tutto è passione. 

Una feconda creatività, quella di Corrado e della sua famiglia, che in pochi anni ne ha assicurato un primato di qualità nel panorama gastronomico veneto. Un tocco di genialità che talvolta ha introdotto anche nuove ricette, riprese poi da molti altri suoi competitors. Un precursore che non ha mai lesinato sul significato di territorialità e appartenenza. 

Oggi l’azienda Corrado Benedetti si occupa di molte attività quali la lavorazione dei formaggi e dei salumi, la produzione di creme e confetture, specialità locali tipicamente veronesi. Il suo attaccamento profondo a questa terra e alla Croce dello Schioppo si è concretizzato ancora di più nell’apertura di uno spazio bellissimo tra i boschi di faggi, un vero spazio vivente che l’azienda ha denominato Il Bosco Allegro, dove le famiglie possono vivere momenti di piacevolezza e serenità, lontane dal traffico e dalla confusione della modernità. Certamente la famiglia è da sempre per i Benedetti un valore, l’elemento fondamentale del loro successo e rendere accessibile questo bosco alle famiglie ne è senza dubbio un segno più che tangibile. 

Sarebbe difficile soffermarsi su alcuni prodotti in particolare della selezione Corrado Benedetti, in quanto rischieremmo di fare torto ad alcune creazioni storiche e, in un certo senso, proprio a lui. Ma una linea certamente va differenziata dalle altre perché rappresenta proprio lo spirito costruttivo di una identità forte nella Valpolicella di Corrado. Parlo della produzione di formaggi e salumi affinati e avvicinati al vino principe di queste terre, l’Amarone. Un percorso molto difficile per la certificazione di tutti i prodotti sotto l’egida del Consorzio della Valpolicella, e una grande soddisfazione per la possibilità di trasferire una nuova idea di compenetrazione tra sapori e valori di una terra in grande evoluzione. 

Oggi salire alla Croce dello Schioppo significa salire in un luogo di culto gastronomico, dove si possono visitare le grotte di affinamento e degustare le prelibatezze aziendali in un contesto affascinante, immersi tra le pietre e i marmi rosa della Valpolicella. 

Oggi non saliamo più armati con uno schioppo, come fece quel brigante, ma animati dal desiderio di scoprire un’arte gourmet che rinfranca l’anima e fa sognare ad occhi chiusi.

Bernardo Pasquali



Le nostre promesse

Vuoi provare il nostro servizio con il 10% di sconto? Iscriviti!